In questa poesia, tratta da Cento sonetti d’amore, ad avviso di chi scrive, Neruda, il poeta cileno, mostra cosa significhi la parola “Ti amo”. Non c’è un modo per amare, nessuno lo può insegnare, chi ama sa di non poter non amare che in quel modo che poi è unico per ognuno di noi. Quando l’amore accende il nostro cuore ci lasciamo guidare in modo naturale da questa forza energetica, e la persona che ci ha stregato diventa parte di noi stessi: vediamo con i suoi occhi, il sapore delle sue labbra è il nostro, in un abbraccio eterno di corpi e anime, smettiamo di vedere dove finisce il nostro Io ed inizia quello dell’altro… amore è fusione, passione, ardore, spirito di comunione, vita… aria vitale è questo l’amore!

XVII sonetto
Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.
T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di se’, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T’amo senza sapere come, ne’ quando, ne’ da dove,
t’amo direttamente senza problemi ne’ orgoglio:
così ti amo perche’ non so amare altrimenti
che cosi’, in questo modo in cui non sono e non sei,
cosi’ vicino che la tua mano sul mio petto e’ mia,
cosi’ vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Ancora Neruda, sempre da Cento sonetti d’amore, in una poesia un po’ più enigmatica ma tuttavia piena di significato, pone dubbi su come si possa comprendere che quel proviamo è davvero amore.

XLIV sonetto
Saprai che non t’amo e che t’amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un’ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.
Io t’amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l’infinito,
per non cessare d’amarti mai:
per questo non t’amo ancora.
T’amo e non t’amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.
Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t’amo quando non t’amo
e per questo t’amo quando t’amo.

Se Neruda un po’ ci confonde, ecco le parole immortali di Catullo alla sua amata Lesbia, questa è fuor di dubbio la dichiarazione di un uomo accecato da un amore infinito ed incondizionato che teme solo che “gli altri” (per gli innamorati, tutto quello che sta al di fuori della coppia rappresenta uno straniero temibile).

Viviamo, mia Lesbia, e amiamo
Viviamo, mia Lesbia, e amiamo:
tutte le chiacchere dei vecchi brontoloni
lasciale perdere, non valgono una lira.
Tramonta il sole e poi ritorna:
per noi, quando la breve luce è tramontata,
solo rimane il sonno di una notte senza fine.
Dammi mille baci, e ancora cento,
poi altri mille, e altri cento ancora,
e mille e cento e non fermarti mai.
Poi, quando ne avremo a migliaia,
li confonderemo, per non sapere
perché nessuno sappia il mucchio
di quei baci, e non ci dia il malocchio.

Ed ora D’Annunzio e le sue struggenti parole d’amore.

Rimani
Rimani! Riposati accanto a me. Non te n’ andare.
Io ti veglierò. Io ti proteggerò.
Ti pentirai di tutto fuorché di essere venuta a me,
liberamente, fieramente. Ti amo.
Non ho nessun pensiero che non sia tuo;
non ho nel sangue nessun desiderio che non sia per te.
Lo sai. Non vedo nella mia vita altra compagna,
non vedo altra gioia… Rimani. Riposati.
Nom temere di nulla. Dormi stanotte sul mio cuore…

L’amore omosessuale della più grande poetessa greca… ecco le parole di Saffo.

La Forza dell’Amore
Scuote Amore il mio cuore
come il vento sul monte
si abbatte sulle querce.
“Subito a me il cuore si agita nel petto
solo che appena ti veda, e la voce
non esce, e la lingua si spezza.
Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,
e gli occhi più non vedono
e rombano le orecchie.”