Quella che oggi ai più è nota come festa degli innamorati affonda le sue radici in un passato molto lontano da noi. Quel che oggi rappresenta il pretesto per mettere in atto una grandissima macchina di consumo ed economia, un tempo era una giornata importante per i riti volti a propiziare fertilità e prosperità.
Nell’antica Roma durante il mese di Febbraio, periodo in cui ci si inizia a preparare alla primavera, era consuetudine estrarre da un urna i nomi di uomini e donne ancora celibi, fatta l’estrazione per mano di un bambino, venivano formate delle coppie e queste dovevano vivere un intero anno insieme e cercare di portare a compimento un compito molto importante: procreare. Questi riti venivano celebrati da sacerdoti devoti al culto del dio Luperco.
Con la diffusione del cristianesimo questi riti vennero considerati quasi oltraggiosi. La procreazione per la religione cattolica è sempre stata considerata come un atto d’amore volto alla generazione di nuova vita e portato a termine all’interno di un nucleo familiare formato da coppie unite in matrimonio. Per allontanare il culto del dio Luperco, la Chiesa decise di dedicare la giornata del 14 Febbraio alla celebrazione di San Valentino. San Valentino fu Vescovo a Terni dal 197 e morì a Roma nel 273, fu martire cristiano, venne infatti perseguitato arrestato e poi decapitato. E’ universalmente considerato patrono degli innamorati dal momento che spese tutta la sua vita a dispensare benedizioni e consigli a giovani amanti. Si narra che ogni 14 del mese regalasse ai giovani una rosa dal proprio giardino, da qui deriverebbe anche l’usanza di regale i fiori il 14 Febbraio. Il Vescovo Valentino da Terni fu santificato da Papa Gelasio I nel 496. Sono tanti i miracoli che vengono attribuiti a San Valentino, tutti hanno come protagonisti giovani coppie, si racconta che il Santo riuscì a consolare molti cuori infranti e cosa più importante aveva il dono di far riunire coppie in crisi, ogni lite ogni dissapore venivano dissolti con le parole, i gesti ed i miracoli del Santo. Pensate che il termine “piccioncini” deriva proprio da un aneddoto legato a San Valentino, il quale vedendo una coppia che si scambiava effusioni fece volare su di essi una moltitudine di piccioni. Il Santo venne seppellito a Terni, dove nel 1300 sorse una basilica in suo onore, all’interno sono custodite in una teca le sue reliquie. Apollonio, Efebo e Procuro, discepoli di Cratone e convertiti al Santo, trafugarono e portarono a Terni le reliquie, per questa ragione furono martirizzati.