Analizziamo insieme le storie d’amore di Lancillotto e Ginevra e Paolo e Francesca. Lancillotto e Ginevra sono l’emblema dell’amor cortese, protagonisti indiscussi del ciclo carolingio, che si sviluppa in Francia nel XI secolo d.C. La loro è la storia di un amore che non può vivere alla luce del sole, entrambi infatti sono legati e quindi separati da un altro personaggio, re Artù, quest’ultimo è marito devoto di Ginevra, allo stesso tempo Lancillotto è il più fedele dei cavalieri della tavola rotonda. Il loro amore è doppiamente sbagliato poichè rappresenta sia il tradimento coniugale che il tradimento di amicizia.
L’amor cortese spesso narra di questi amori impossibili fra cavalieri e nobili dame.
La storia di Paolo e Francesca, frutto dell’immortale penna dantesca, è del tutto originale ed unica, prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto al quale Dante si ispirò. Perchè in un certo senso li associamo? Perchè Dante nella divina commedia ci racconta di come i due si innamorarono, lo fecero proprio leggendo le storie di Lancillotto e di Ginevra. Nel V canto dell’inferno è proprio Francesca a parlare e dice:
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancilotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.

Da questo passo capiamo che Paolo e Francesca fino a quel momento non erano amanti, solo leggendo la storia di Ginevra e Lancillotto Paolo trova il coraggio di baciare “tutto tremante” Francesca. Altra differenza. A dividerli qui non è un uomo potente e stimato come re Artù, ma Gianciotto, il cui solo nome rende l’idea della sua bassezza d’animo.
Vogliamo sottolineare l’amore di Dante per questi due personaggi che benchè confinati all’inferno risultano quasi due dannati per ingiustizia. Alla fine dell’incontro con Paolo e Francesca Dante sviene, questo è un particolare importante poichè mostra la sua umanità pur in questo viaggio mistico e visionario.